DALLA MONETA D’OCCUPAZIONE AL DEBITO PUBBLICO
L’articolo ricostruisce come le AM-Lire, la moneta d’occupazione stampata dagli Alleati tra il 1943 e il 1945, siano state successivamente trasformate in debito pubblico italiano attraverso la Legge del 1952. Gli autori evidenziano un trucco contabile che permise agli Stati Uniti di registrare questa moneta come “entrata di cassa”, finanziando le proprie spese militari a costo zero e scaricando il peso economico sull’Italia attraverso l’inflazione. Il saggio analizza criticamente anche la figura di Luigi Einaudi: pur avendo salvato la lira nel 1947, accettò la conversione in debito senza rivendicare rimborsi esteri, piegandosi alle dinamiche della sovranità limitata del dopoguerra. Il testo si conclude proponendo una commissione d’inchiesta per fare trasparenza su questa porzione di “debito odioso” che grava ancora oggi sui contribuenti.












