La rete delle 1’318 società che controllano il mondo

di Davide Gionco

Uno studio realizzato da dei ricercatori in Svizzera ha dimostrato, numeri alla mano, che una parte rilevante dell’economia mondiale è controllato da un piccolo numero di banche private.

Lo studio, intitolato “La rete del controllo globale corporativo”‘ è stato condotto dai ricercatori Stefania Vitali, James B. Glattfelder e Stefano Battiston, a Zurigo.
I ricercatori hanno setacciato il database della Orbis con i dati di marketing del 2007, raccogliendo informazioni su più di 30 milioni di operatori economici di tutto il mondo (imprese e investitori), sia sugli scambi, sia sulle loro posizioni patrimoniali.

Questo studio è stato pubblicato nel 2011 sulla rivista New Scientist.
I risultati non stupiscono coloro che conoscono i mercati finanziari, ma sono impressionanti per le dimensioni del fenomeno.

Nel 2007 esistevano circa 43’000 società transnazionali, di cui 1’318 erano quelle più importanti ed influenti.
Possiamo ragionevolmente supporre che la situazione odierna, nel 2018, sia la stessa e, anzi, che sia ancora peggiorata.

Le caratteristiche peculiari di queste grandi società transnazionali sono le seguenti:

  1. Nel loro insieme generano il 20% del PIL mondiale, che nel 2007 era pari a 57,833 trilioni di dollari. Ovvero le sole 1’318 società multinazionali producevano un PIL pari ad oltre 11’000 miliardi di dollari. Pari ad oltre 5 volte il PIL dell’Italia
  2. Si possiedono l’una con l’altra.

Il database della Orbis ha dimostrato che la maggior parte delle azioni di queste società sono di proprietà di altre società del gruppo delle 1’318. Ovvero non abbiamo a che fare con 1’318 imprese distinte fra loro, ma con un’unica rete di controllo globale, un grande cartello finanziario, che controlla il 20% dell’economia mondiale. Quindi non società in concorrenza fra loro, ma un oligopolio economico mondiale guidato dagli stessi interessi economico-finanziari.

  1. Il nucleo centrale di 1’318 è proprietario anche di tutte le altre 43.000 imprese transnazionali, le quali generano un altro 60% del PIL mondiale.
    Si deduce, quindi, che l’oligopolio arrivi a controllare l’80% della produzione economica del mondo intero.

Lo studio ha rivelato altre 2 caratteristiche di questo nucleo centrale di società controllanti:

  1. L’80% dei pacchetti azionari di queste 1’318 società è nelle mani di un gruppo ancora più ristretto di 737 aziende.
  2. Solamente 147 aziende controllano il 40% di questi pacchetti azionari.

 

Chi sono queste società?
Si tratta unicamente di banche private o di istituti finanziari.
Quasi tutte americane (USA), una sola Italiana.
Quindi le banche controllano tutto: le società petrolifere, delle armi, della produzione alimentare, di farmaci e vaccini, delle telecomunicazioni, dell’estrazione di materie prime, i giornali…
E, naturalmente, il mercato del credito bancario alle piccole imprese ed il mercato internazionale dei titoli di stato (spread, ecc.), e tutto il resto.

E naturalmente controllano gli stati. Sono loro che controllano le lobbies che incidono sulle decisioni dell’Unione Europea, che infuenzano i trattati internazionali del libero commercio, che influenzano governi e parlamenti (con ricatti e corruzione) per imporre i loro interessi  agli stati democratici e non democratici.

Ci siamo già occupati di come il Deep State opera in tal senso.

https://www.attivismo.info/finanza-e-deep-state-in-gioioso-amplesso/

https://www.attivismo.info/lo-stato-profondo-e-le-nazioni-profonde/

E se qualche nazione non si sottomette ai loro interessi (ricordate il famoso “asse del male”? Irak, Libia, Siria, Yemen, Iran, Corea del Nord, Cuba, Russia…), allora il Deep State tramite i propri giornali prepara l’opinione pubblica mondiale al prossimo intervento armato, finalizzato a “portare la democrazia” (e gli interessi delle 1’318 società) anche in quei luoghi.

Si tratta di un unico ed enorme oligopolio mondiale e pervasivo, un controllo dall’alto al basso che il mondo non aveva mai conosciuto, neanche ai tempi dell’Impero Romano, di Carlo Magno o di Gengis Khan.

Lo studio svizzero non ci dice quante siano le persone fisiche che determinano le decisioni di questo gruppo oligopolista. Probabilmente sono poche, meno si quanto potremmo immaginare.

E lo studio non ci dice che queste persone e queste società multinazionali hanno ricevuto un mandato implicito da ciascuno di noi.
Quando facciamo degli investimenti finanziari, cercando un rendimento, ma senza preoccuparci di come quel denaro verrà utilizzato.
Quando facciamo la spesa in punti vendita posseduti da questa multinazionale della finanza.

Questo diabolico sistema di potere si sostiene proprio grazie allo sfruttamento dell’economia reale del mondo, in cui noi cittadini siamo produttori di beni e servizi, tramite il nostro lavoro, e in cui siamo consumatori degli stessi beni e servizi prodotti

Le multinazionali hanno preso il controllo del denaro (non a caso sono tutte banche), che è il supporto alle nostre transazioni economiche. Ed hanno preso all’80% il controllo dell’organizzazione del lavoro e del commercio.
Si tratta di un sistema di potere che non può essere combattuto neanche a livello politico (ci fanno la guerra) e che può essere contrastato, finanche ad eliminarlo, solo se modifichiamo il nostro modo di partecipare all’economia quotidiana, facendolo in modo più consapevole e responsabile.

Per chi fosse interessato allo studio scientifico citato nell’articolo:

https://arxiv.org/pdf/1107.5728.pdf

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