fonte immagine: Centro Culturale San Giorgio

 

E’ ora di capire dove portano molti indizi relativi alle stragi di ogni tipo

 

Ripubblico questo articolo, che sembra scomparso dal WEB, aggiornandolo ai purtroppo sanguinari eventi di questi giorni quali l’uccisione di due poliziotti a Trieste e le sempre più frequenti stragi negli USA degli ultimi 3 mesi.

Media e commentatori fanno a gara per individuare chissà quali responsabilità sociologiche o significati reconditi, fino ad arrivare al “declino di civiltà”, per quegli atti di violenza culminanti spesso in stragi che gli stessi media “non possono fare a meno” di descriverci in ogni particolare più raccapricciante ed emotivamente ricattatorio.

Ebbene, pur non nascondendo la complessità della questione e le mille implicazioni socio-politiche, il nocciolo della realtà credo sia molto più “semplice” di quello che si possa credere.

La cronaca in questione si caratterizza per due fondamentali tipologie di atti violenti: il terrorismo da una parte, le stragi più o meno grandi e gli atti violenti compiuti da uomini e donne “normali” dall’altra.

Senza ora approfondire la questione su chi ci sia dietro il terrorismo, su dove trovi finanziamenti e su quali siano i suoi veri obiettivi, occorre dire chiaramente che una persona che si fa “allegramente” saltare in aria dopo aver provato ad uccidere più “infedeli” possibile, ha subito un qualche tipo di “lavaggio del cervello”: una tecnica psichiatria chiamata deprogrammazione.

In più il terrorista usa sovente od è costretto ad usare sostanze psicoattive: droghe, ma più spesso psicofarmaci.

Quegli stessi psicofarmaci che si stenta a collegare agli atti efferati compiuti dai non terroristi.

Fino all’avvento delle tipologie di farmaci psichiatrici degli ultimi decenni la casistica di persone che all’improvviso compiono delitti che finiscono quasi invariabilmente con il suicidio del soggetto praticamente non esisteva.

Per non parlare di alcune donne che sembrano capaci, sempre da poche decine di anni, di compiere atti disumani verso i figli prima impensabili.

Statisticamente alle donne è prescritta la maggior parte degli psicofarmaci anche per squilibri biologici naturali, come ad esempio quelli che possono intervenire dopo il parto, sintomi che si possono compensare adeguatamente con l’alimentazione e con i corretti integratori.

A queste affermazioni si risponde normalmente di getto, sostenendo che un tempo non avevamo tutta questa informazione.

Niente di più errato, in effetti.

Il giornalismo moderno non nasce certo oggi, gli scandali sono sempre arrivati alla ribalta, la cronaca più o meno nera, di costume e il gossip sono sempre esistiti e riportati più che adeguatamente.

Basta ricordare tre casi su tutti: lo scandalo Watergate, la vicenda Sharon Tate/Charles Manson e le “relazioni pericolose” della splendida Marilyn.

Ecco allora la “semplice” verità e responsabilità: il sempre più crescente inquadramento in categorie psichiatriche di praticamente qualsiasi problema “mentale”, comportamentale o relazionale e la conseguente crescita esponenziale della prescrizione di psicofarmaci.

Da qui l’epidemia degli eventi delittuosi, possibilità persino menzionata in vari modi, dopo molte reticenze, nei bugiardini dei farmaci stessi.

Sempre più operatori del settore e analisti, per non parlare delle associazioni che lottano contro la psichiatria e l’industria farmaceutica, denunciano questa ormai evidente correlazione.

I problemi che un tempo avremmo affrontato ricorrendo alle mille opzioni dell’immenso campo umanistico, dalla psicoterapia alla preghiera, sono ora sempre più medicalizzati con i risultati che possiamo vedere ogni giorno.

Gli psicofarmaci sono ormai da anni il più grande business di Big Pharma.
Stanno rovinando vite e generazioni partendo da età sempre più precoci per “patologie” che non hanno alcuna evidenza di laboratorio, con la pretesa di “curare” il presunto e indimostrato “squilibrio biochimico” del cervello.

Chi è perplesso è pregato di informarsi presso i comitati che si occupano delle violazioni dei diritti umani in campo psichiatrico, CCDU in particolare.
E’ ora che si riconosca la psichiatria come la pseudo scienza che è, responsabile di una lunga storia di orrore oggi culminata con l’asettica e più “presentabile” pratica farmacologica.

Manipolare chimicamente un organo così delicato e plastico come il cervello è un’aberrazione che viola la medicina, la logica ed i diritti umani.

Salviamo quindi i nostri cari, la cultura e la civiltà, potrebbe essere più semplice di quello che si crede, basta individuare, capire e denunciare il corretto “perché”.

(per un maggiore approfondimento della complessa tematica e delle varie implicazioni legali rimando a questo articolo)

 

Massimo Franceschini, 28 luglio 2016, aggiornato 6 ottobre 2019

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