Il giudice Nicola Gratteri: Vogliamo cambiare la Calabria

Tratto dalla conferenza stampa del giudice Nicola Gratteri del 19 dicembre 2019

E tanto per intenderci… tanto è una cosa che saprete, che scoprirete tra un giorno o due quando avrete finito di leggere 13’500 pagine.
E’ stato arrestato un colonnello dei carabinieri che dava notizie all’ex onorevole Pittelli, avvocato Pittelli.
Tanto per intenderci: è stato arrestato un cancelliere del tribunale di Vibo che era a servizio della cosca.
Tanto per intenderci sono stati arrestati sindaci, sono state arrestate persone che erano a disposizione per aggiustare processi al TAR di Catanzaro.
Vi dico: ci sono 250 pagine di capi d’imputazione, ci vuole 3 giorni solo per leggere, poi per capirli ci vuole un po’ di più. Solo i capi d’imputazione.
La cosa impressionante è la disinvoltura e il potere della cosca Mancuso: ha dimostrato di potere entrare in contatto con apparati dello stato, i quali erano letteralmente a disposizione. Andava dall’accesso alle banche dati delle forze dell’ordine fino ad avere rapporti con le logge massoniche della Scozia, dell’Inghilterra.

Tra l’altro abbiamo arrestato molti massoni infedeli anche alla loro istituzione massonica.
Dobbiamo però stare attenti quando un soggetto massone, che fa parte della loggia massonica, commette reati e si avvale del dato del fatto che è massone come come punto di forza, che va oltre la millanteria. Cioè che serve il dato di fatto di essere in una loggia massonica: gli è servito gli serve per avere vantaggi per se e per gli altri. Quindi essere essere al servizio, cioè facilitare l’organizzazione mafiosa col dato con il fatto che è massone.
Cioè questo lo sappiamo dalle intercettazioni telefoniche ambientali e da tutto l’armamentario, i grembiuli e compassi che abbiamo trovato stamattina, stanotte, nelle perquisizioni.
Le mafie oggi sono più ricche soprattutto perché noi magistrati, forze dell’ordine e soprattutto storici, giornalisti e politici abbiamo sempre abbiamo sottovalutato la ndrangheta, continuando a narrarla nel corso di decenni come una mafia di pastori, al massimo di sequestratori di persona o di trafficanti di cocaina, non volendoci convincere invece che la ndrangheta, siccome nel 1970 è stata istituita la “santa” proprio perché un ndranghetista possa entrare possa far parte di una loggia massonica deviata. Quindi è da quel momento che avremmo dovuto capire lo spartiacque ed è in quel momento che dovevamo essere… dovevamo essere conseguenziali a questo mutamento, a questo cambiamento.

C’è un soggetto che ha.. Guardate che invenzione! Essere ndranghetista e massone allo stesso tempo, quindi avere rapporti con i quadri della pubblica amministrazione, quindi decidere non di chiedere di vincere l’appalto, ma se l’opera deve essere costruita o meno: avere potere decisionale. E noi abbiamo anzi addirittura, da un paio d’anni… c’è una sorta di… un po’ di movimento, di nuovo pensiero che bisogna riscrivere la storia della Calabria. Perché noi denigriamo la Calabria e quindi bisogna scrivere la storia, ma la storia è una, i fatti sono quelli. Non esiste un’altra storia, esiste la storia che deve essere scritta. Con fatti, non con circostanze, non a seconda di dove siamo, di come siamo posizionati.
Quindi noi tutti siamo colpevoli, quanto meno di omissione, quanto meno di non aver avuto il coraggio, la volontà, la libertà di arginare il fenomeno mafioso, di attaccare il fenomeno mafioso. Soprattutto il potere politico, soprattutto il potere legislativo che ancora oggi, mentre noi parliamo, non ci ha dato un sistema di norme proporzionato e proporzionale alla realtà criminale.
Perché se noi avessimo avuto altri strumenti normativi e se qualcuno nel 2010 [il governo Berlusconi, ndr] non avesse bloccato le assunzioni delle forze dell’ordine, perché oggi noi siamo a 20 mila carabinieri in meno, 20 mila poliziotti in meno, 10 mila, 8 mila finanzieri in meno.
Noi oggi avremmo fatto molto di più, perché noi per fare questo… Oggi io ho fatto i viaggi della speranza a Roma per raccontare questo progetto e avere uomini e mezzi, e non finirò mai di ringraziare il Generale Sette, l’attuale comandante generale dei carabinieri, il comandante del ROS, che hanno creduto in questo progetto, in questa follia, perché voi che siete qui da tanti anni vi ricorderete come era combinata Catanzaro.
Ricorderete come erano combinate le 4 province e ora, a parte le chiacchiere che Gratteri va in televisione o scrive solo libri, questi si chiamano fatti e noi cerchiamo attraverso la divulgazione, scrivendo libri, andando in televisione, parlando ai ragazzi nelle scuole, ad aprire gli occhi alla gente per non lasciare agli altri la narrazione continua che si tratta di 4 morti di fame, di 4 pastori, perché fa comodo dire queste cose, perché le mafie votano e fanno votare e noi da calabresi siamo qui. E lei sa bene che potevamo essere in altri posti più prestigiosi.

Abbiamo detto no. Siamo qui perché vogliamo cambiare la Calabria, perché crediamo, perché i nostri figli sono fuori dalla Calabria e non torneranno, perché non hanno speranza e questo è un fallimento per noi calabresi. E non possiamo più consentire queste cose. E allora, fino all’ultimo dei nostri giorni, dobbiamo lottare, perché… E non rassegnarci a questo stato di cose. Bisogna dire basta e avere il coraggio di occupare gli spazi che noi questa notte vi abbiamo dato.

Da oggi dovete andare in piazza, dovete occupare la cosa pubblica, dovete impegnarvi in politica, nel volontariato, in tutto quello che è possibile fare. Andare oltre quello che è il vostro lavoro, se no continueremo a parlarci addosso.
Questo è il cambiamento da oggi, a parte le chiacchiere, se vogliamo fare qualcosa.
Altrimenti continuiamo a piangerci addosso e facciamoci portare per il naso una volta dall’uno e una volta dall’altro.

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