I DIRITTI UMANI E LO STATO DELLA CIVILTÀ Articolo 7. Siamo veramente tutelati?

il mio libro, un programma politico ispirato ai Diritti Umani

 

La personale trattazione dei Diritti Umani tocca ora l’Art. 7, vediamone il testo.

Articolo 7

Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad una eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione.

I fattori chiave ed i rapporti in gioco in questo settimo articolo sono assolutamente coerenti con i primi sei e sono chiarissimi: la legge, cioè la norma con cui la comunità determina il suo funzionamento ed i rapporti fra i suoi membri, deve egualmente tutelare ogni individuo senza discriminanti di sorta, includendo anche la tutela dagli incitamenti a qualsiasi discriminazione.

Questa tutela è una protezione che ogni individuo dovrebbe avere in ogni momento e luogo, rispetto ai diritti che gli competono in quanto essere umano.

L’attuazione di questi diritti dovrebbe quindi tutelare la sua dignità, libertà e responsabilità, anche di fronte alla legge stessa.

È questo un altro punto di vista da cui guardare la questione “Diritti Umani”, che ci mostra e conferma come la persona debba sempre essere al centro della questione: il suo valore assoluto è tutelato dalla legge, senza discriminazioni.

Questa tutela esplicita e rafforza di fatto l’Art. 1 quando  afferma che “…gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti”.

Da ciò se ne dovrebbe dedurre, ancora una volta, che la persona viene prima della legge e che la legge stessa deve necessariamente basarsi sulla fondamentale tutela del mattone fondante la comunità che la legge “serve”: la persona.

Questo articolo auspica perciò norme atte a promuovere, codificare ed interpretare l’esigenza di tutela di ogni uomo, delle sue libertà e diritti.

L’eguaglianza fra ogni persona diventa quindi non cosa solo formale ma assolutamente sostanziale, indipendentemente da altre considerazioni o condizioni di stato di ogni essere umano.

Certamente i Diritti Umani non perorano una uguale sottomissione degli uomini ad un principio che determini l’annullamento della specificità di ogni essere umano, tipico dei regimi illiberali: l’eguaglianza di fronte alla legge e prima della legge definisce che ogni essere umano deve essere egualmente tutelato, indipendentemente da altre considerazioni e condizioni, qualsiasi sia la determinazione di queste.

Il “ricco” del suo lavoro, dei suoi ingegni e della sua impresa deve essere tutelato nella sua dignità e libertà tanto quanto il povero, il bisognoso, lo “sfortunato” o l’immigrato: la sostanzialità di questa tutela dovrebbe però impedire al “ricco” di essere tale inficiando tutela e diritti altrui, e dovrebbe creare le condizioni per la tutela e per la completa espressione della personalità, libertà, diritti e potenzialità di tutti.

È sin troppo evidente che fattori culturali, geografici, economici, politici ed altri ancora determinano differenze di condizioni fra gli esseri umani.

Le differenze ammesse dovrebbe essere quindi, e soltanto, quelle dovute alle diversità e prerogative “intime” insite in ogni essere umano.

Condizioni “esterne” alla sua natura e volontà devono e possono essere governate a livello politico, in modo di far sì che ognuno possa essere tutelato in un ambiente in cui possa essere se stesso, libero di esprimere e sviluppare le sue predilezioni.

Tutto ciò cozza inevitabilmente e con tutta evidenza con l’attuale sistema apparentemente caotico: il controllo sempre maggiore della politica, dell’economia e della tecnologia operato da enti privati internazionali, più o meno occulti, determina un assetto mondiale di profondo tradimento per i diritti e le tutele di ogni persona che non sia direttamente coinvolta nel “sistema” stesso.

Le ideologie totalitarie e le guerre del Novecento hanno portato l’esigenza della formulazione dei Diritti Umani.

Ora abbiamo il cosiddetto “pensiero unico dominante” tipico dell’era post guerra fredda, caratterizzato da una sottrazione di diritti per le persone e per gli Stati oggi sempre meno sovrani, giustificato con delle presunte “necessità” di un mondo globalizzato, a vantaggio degli enti privati antidemocratici suddetti.

Dobbiamo combattere questo nuovo tentativo di dominio svelando ciò che veramente rappresenta: lo sforzo di attuare un controllo su popoli, risorse, territori, tramite politiche e parole d’ordine che sono dei veri e propri “incitamenti” a discriminare o ad accettare discriminazioni di fatto e di diritto.

Le cosiddette “esigenze del mondo globalizzato” sono necessarie alle lobby per confermare e rafforzare il loro dominio, inficiando la possibilità di un mondo di Nazioni cooperanti e fraterne.

Alle guerre vere e proprie, ora sostituite dall’ipocrita formula di “guerre umanitarie”, si sono aggiunte guerre finanziarie, politiche e mediatiche sulla pelle di individui, tessuti produttivi e nazioni.

Si impone quindi una nuova sensibilità culturale da parte delle società civili da cui possa scaturire una nuova politica che si prenda la responsabilità, illuminata dall’etica dei Diritti dell’Uomo, di rinnovare le forme di governo per delle comunità finalmente solidali, attuando la dignità e la libertà di tutti nell’ottica di una responsabilità reciproca che possa determinare il confine delle libertà di ognuno: la tutela della dignità e libertà dell’altro, espressa da una “legge umanista” eguale per tutti.

 

Massimo Franceschini, 15 dicembre 2017

Questo il bellissimo video relativo all’Art. 7 dell’associazione no-profit: “Gioventù per i Diritti Umani

Questa la sezione sui Diritti Umani di ATTIVISMO.INFO in cui leggere tutti i miei articoli sull’argomento.

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