La manipolazione dell’informazione di massa e della cultura nel 2018

di Davide Gionco

 

«Faccio il giornalista da 25 anni e sono stato educato a mentire, a tradire e a non rivelare la verità al pubblico…»
«con lo scopo di «portare ad una guerra contro la Russia, di manipolare l’opinione pubblica ed è quello che hanno fatto e fanno tuttora anche i miei colleghi, non solo in Germania, ma praticamente in tutta Europa»

Il 13 gennaio 2017 moriva nella propria abitazione il giornalista tedesco Udo Ulfkotte.
Secondo me autorità tedesche si trattò di morte per infarto, tuttavia non fu disposta alcuna autopsia ed il corpo fu cremato.

Nel suo libro Gekaufte Journalisten (Giornalisti comprati) Ulfkotte affermava:
«Prima di tutto è necessario rendere autorevole il giornalista a libro paga, facendo riportare i suoi articoli, dandogli copertura internazionale, e premiando i suoi libri. Molti premi letterari non sono altro che premi alla fedeltà propagandistica dell’autore che li pubblica, non molto differente dal premio “eroe del lavoro” nella ex DDR»

In occasione della crisi libica del 2011, raccontava di come fu imbeccato dai servizi germanici perché annunciasse sul suo giornale, come fosse un fatto assodato, che Gheddafi era in possesso di armi chimiche ed era pronto ad usarle contro il suo popolo inerme.

Il parallelo con l’attuale appoggio mediatico ai bombardamenti americani in Sira è del tutto evidente.

Per chi fosse interessato a sapere di più su questo coraggioso giornalista, che ebbe un impulso di coscienza e decide di raccontare la verità su come i “poteri forti” manipolano tutto il sistema di informazione di massa nei paesi occidentali:
http://www.altreinfo.org/informazione/6103/i-giornalisti-comprati-limpero-atlantico-della-menzogna/
https://www.kensan.it/articoli/Giornalisti_comprati.php
https://it.sputniknews.com/punti_di_vista/201701163935593-udo-ulfkotte-morto-rivelato-giornalisti-comprati-cia/

Lo stesso metodo di disinformazione viene naturalmente utilizzato nel giornalismo ogni volta che vi siano degli interessi dei poteri forti da difendere, che si tratti della loro decisione di fare guerra ad un paese non ancora sottomesso al loro potere, che si tratti degli interessi economici delle grandi cause farmaceutiche o della grande finanza mondiale.

Il direttore del Corriere del Ticino, Marcello Foa, spiega in modo magistrale come funziona il sistema nella sua lunga intervista rilasciata a Byoblu

Consigliamo vivamente di investire un’ora del proprio tempo per vederla.

Le menzogne sistematiche non si fermano al mondo del giornalismo, ma coinvolgono il mondo della cultura, le università, il consenso politico.

Il metodo è sempre lo stesso: pagare e premiare coloro che sostengono gli interessi dei poteri forti, boicottare e censurare coloro che non sono collaborativi, screditare pubblicamente, minacciare nella propria persona, finanche a uccidere, quando necessario, coloro che esagerano nell’opporsi al sistema di potere.

In questo mondo prosegue una falsa narrazione della realtà, vengono modificati i libri di storia, vengono selezionate le idee che la gente deve avere, le persone che devono essere presenti sui mass media (avete mai notato che in Rai, Mediaset e La7 parlano sempre le stesse persone?), vengono selezionati i leader politici.

Non stiamo parlando solo di fake news, di notizie false, ma di molto peggio. Stiamo parlando di un sistematico travisamento della realtà, qualcosa tipo The Truman Show, in cui vengono definiti dei falsi fondamenti ideali con cui analizzare la realtà, false conoscenze di base, un certo sistema di valori, fino addirittura ad un certo modo di pensare e di analizzare la realtà.
Oggi la maggior parte delle persone non legge un articolo più lungo di 10 righe (non siete voi, se no non sareste arrivati fino a qui) e non guarda un video che duri più di un minuto. Sono la pigrizia mentale e la superficialità di analisi che il sistema di potere ci ha abituati ad avere affinché in pochi abbiano la possibilità di rendersi conto della realtà in cui siamo totalmente immersi.

La manipolazione, quindi, non passa solo dalle falsità propagandate dalle università (con particolare rilevanza delle facoltà di economia) e dai giornali, ma anche dal livello culturale degli spettacoli, a partire dalle trasmissioni televisive delle ore di punta.

Coloro che pilotano questo sistema lo fanno in modo estremamente intelligente. Non applicano la censura assoluta su chi la pensa diversamente, ma si limitano a renderlo irrilevante. Nei casi “pericolosi” e che non riescono a gestire diversamente, attivano la “macchina del fango”. Raramente si arriva all’eliminazione fisica, in quanto rischia di essere controproducente, andando a creare dei “martiri per l’informazione”.

Gli strumenti utilizzati da chi manipola la nostra cultura di massa sono innanzitutto il potere ed il denaro. Le democrazie vengono manipolate in modo da piegarle agli interessi economici e di potere.
E spesso i manipolatori hanno gioco facile, in quanto hanno facilità a trovare, nel mondo del giornalismo e della cultura, persone legate essere stesse al potere ed al denaro e facilmente corrompibili.

Che cosa faremmo noi al loro posto?

Nella dottrina cattolica sono i primi dei 7 vizi capitali, che vivono dentro ciascuno di noi: la superbia e la cupidigia.

Non è un caso che la Chiesa Cattolica, probabilmente la maggiore organizzazione che, con tutti i suoi limiti, contrasta l’attuale sistema di potere, sia oggetto di sistematici attacchi sui mass media o che sia presentata in modo pietistico-religioso, obsoleto, per renderla meno credibile.

Uno può essere credente o non credente, ma la verità è che la rivoluzione deve partire da ciascuno di noi, dalla nostra coscienza, combattendo il nostro attaccamento al potere ed al denaro, per non essere corruttibili e liberi di fronte a quei condizionamenti.
E, in parallelo, la rivoluzione si completerà quando sapremo porci in modo estremamente critico verso le informazioni e la cultura che ci vengono trasmessi dai mezzi di comunicazione di massa e dalle università.
Non dobbiamo dare nulla per scontato, ma leggere, informarci, ragionare e capire.

Solo mettendo insieme persone libere da questi condizionamenti potremo dare vita ad un sistema d’informazione e culturale a servizio del popolo e non dei poteri forti.

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