Cause delle migrazioni in Africa Occidentale


di Zakaria Sorgho
(Università di Liegi, aprile 2016)

Condividiamo con voi questo interessante studio sulle cause dell’emigrazione di milioni di persone dall’Africa Occidentale verso l’Europa.
A nostro avviso per avere un quadro comprensibile della situazione è utile consulare gli articoli precedentemente pubblicati:

Le responsabilità della Francia che impone il sottosviluppo tramite il Franco CFA
https://www.attivismo.info/2017/12/23/il-franco-cfa-una-valuta-coloniale-che-causa-ritardi-allo-sviluppo-dellafrica/

La relativamente facile disponibilità di micro-finanziamenti utilizzati non per lo sviluppo locale, ma per pagare il viaggio verso l’Europa:
https://www.attivismo.info/2018/01/09/il-crescente-legame-tra-migrazioni-e-microcredito/

L’assenza di uno sviluppo fondato su risorse locali (finanzisarie e di manodopera) è a nostro avviso il motivo principale dei flussi migratori.

 

Informazioni generali

Lasciare il proprio paese, la propria famiglia, i propri cari, la propria cultura. Il fenomeno è motivato da un insieme di più fattori:

  • Demografico (30% della popolazione dell’Africa). Una grande popolazione urbana, costituita in maggioranza di giovani, ma senza lavoro
  • Politico (Diritti civili, libertà politiche). Governi deboli, conflitti armati e atti persecutori verso la popolazione
  • Mancanza di prospettive per il futuro e di speranza. Un buon tasso di crescita economico del paese, ma guadagni molto bassi per abitante, elevata disoccupazione, povertà.
  • Difficoltà di sviluppo sociale e familiare (carico sociale individuale)…
  • Una società agricola, ma esposta ai capricci della natura…

In Africa vi sono 2 tipi di flussi migratori :

  • Migrazioni regionali intra-africane fra i paesi dell’area verso Costa d’Avorio, Ghana, Nigeria, ecc…
  • Migrazioni extra-africane verso l’Occidente: Inghilterra, Italia, Spagna, Francia, Stati Uniti, Canada, ecc.

Principali motivi dell’emigrazione verso l’Occidente:

  • Ricongiungimenti familiari. Circa il 40-45% degli emigrati in Europa (Inghilterra, Italia, spagna, Francia).
  • Studi e formazione. Circa il 10-12% dei migranti in Europa (Inghilterra, Italia, spagna, Francia).
  • Mobilità dei lavoratori qualificati (“fuga dei cervelli”). I 2/3 degli emigranti dell’Africa Occidentale sono altamente qualificati (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni OIM, 2011).
  • Avventura e ricerca dell’ELDORADO. Diritti di soggiorno scaduti (difficile da stimare) e migranti clandestini (in riduzione secondo Frontex)

FLUSSI MIGRATORI INTRA-AFRICANI

Fonte : Mandiogou Ndiaye e Nelly Robin (2010)

 

ROTTE MIGRATORIE VERSO L’OCCIDENTE

Fonte: OIM

L’emigrazione in Africa Occidentale avviene principalmente dalla Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale (CEDEAO) più la Mauritania: mediamente il 61,5% di fuorusciti.

In ordine decrescente Niger (89,4% di fuorusciti), Mali (85,5% di fuorusciti), Ghana (72% di fuorusciti) e Mauritania (67,4% di fuorusciti).

In secondo luogo gli emigrati scelgono di stabilirsi al di fuori della sotto-regione dell’Africa Occidentale.

Questo gruppo comprende soprattutto Costa d’Avorio (44,8% di fuorusciti), Senegal (44% di fuorusciti), Nigeria (20,6% di fuorusciti) e Capo Verde (18,6% di fuorusciti).

In generale i giovani emigrano nella prospettiva di trovare un «posto al sole», una vita migliore.

I paesi anglofoni (Ghana, Nigeria, Sierra Leone, Liberia) verso gli Stati Uniti seguiti dal Regno Unito.

Verso la Germania vanno generalmente gli originari del Togo e del Camerun.

I paesi francofoni (Mali, Benin, Mauritania, Costa d’Avorio, Togo, Camerun, Senegal, Niger, Burkina Faso, Guinea-Conakry) verso la Francia.

Verso il Portogallo vanno da Capo Verde e dalla Guinea Bissau.

PERCORSI PRINCIPALI DEI MIGRANTI CLANDESTINI VERSO L’OCCIDENTE

Fonte: Frontex

Il periplo dell’immigrazione clandestina è lungo e pericoloso. Prima l’attraversamento del Sahara a mezzo di camion, verso l’Africa del Nord, da parte degli immigrati dalla regione sub-sahariana.

Quindi l’attraversamento del Mediterraneo a mezzi di barche o zattere di fortuna, vero le principali porte d’entrata per l’Europa, in genere la Spagna o l’Italia.

Per la Spagna i punti di ingresso sono Ceuta e Melilla.

Per l’Italia gli attraversamenti partono dalla Tunisia e soprattutto dalla Libia per arrivare all’isola di Lampedusa o direttamente in Sicilia.

Alcuni passano anche dalle Isole Canarie, partendo dalle coste del Marocco, della Mauritania, del Senegal, del Gambia e della Guinea.

NUMERO DI PASSAGI ILLEGALI ALLE FRONTIERE SULLA VIA DELL’AFRICA OCCIDENTALE

Cause delle migrazioni

  • Debole crescita economica;
  • Diseguale ripartizione della ricchezza;
  • Sovrappopolazione e tasso di disoccupazione giovanile;
  • Conflitti armati e perdita dei mezzi di sussistenza;
  • Epurazioni etniche, perdite di familiari e di beni;
  • Violenze e persecuzioni di gruppo;
  • Catastrofi naturali; erosione delle terre, siccità ;
  • Governi politicamente deboli;
  • Esodo rurale (malattie, fame, mancanza d’acqua potabile e di speranza!)

Cause economiche dirette

  • Crescita in Africa Occidentale: 5.7% nel 2013, 6% nel 2014, 5% nel 2015, 6.1% nel 2016.
  • Bassa creazione di posti di lavoro:
    Settori a forte produttività: commercio all’ingrosso e al dettaglio, attività manifatturiere

Settori a bassa produttività: servizi informali, attività agricole

  • 5 settori economici d’impiego in Africa:

Agricoltura (il settore principale)

Industrie estrattive (capacità limitata)

Costruzione (impiego precario)

Servizi (in genere impieghi informali e precari)

Industria manifatturiera (in misura minore)

  • Tasso di disoccupazione elevato. Nel 2014 superiore al 35% di cui 60% di disoccupazione giovanile (da 15 a 30 anni)
  • Basso salario medio per abitante che è di 1’638 $ l’anno nella CEDEAO (Comunità Economica dell’Africa Occidentale), di 2’674 $ l’anno nell’Africa Australe (SADC), di 1’019 $ l’anno in Africa Orientale (COMESA) e di 1’271 $ l’anno nell’Africa Centrale (CEEAC)
  • Disparità dell’indice di povertà multidimensionale (IPM). Nelle zone costiere l’indice IPM è di 0,23 con 4% della popolazione (41 milioni) in assoluta povertà. Nelle zone interne l’indice IPM è di 0,43 con 86% della popolazione (252 milioni) in assoluta povertà. In ambito urbano l’indice IPM è di 0,11, con il 26% della popolazione in assoluta povertà, mentre in ambito rurale vale 0,39, con il 74% della popolazione in assoluta povertà.

Il contesto economico non invita per nulla a restare!

(fonte dei dati: BAfD, OCDE & PNUD (2015) – Perspectives économiques en Afrique.

VALORI ESTREMI E MEDI DELL’INDICE DI POVERTA’ MULTIDIMENSIONALE IPM IN 36 PAESI AFRICANI, 2005-2012

Fonte: Alkire, Conconi & Seth (2014). – Nota: il valore di IMP va da 0 (più basso) a 1 (più elevato)

EVOLUZIONE DELL’INDICE DI SVILUPPO UMANO – IDH

Fonte: PNUD (2014)

Nell’Africa Sub-sahariana il livello medio nel 1990 era di 0,40, mentre la media mondiale era di 0,60.

Dal 1980 al 1990 c’è stato un miglioramento dello 0,8%.

Il livello medio è leggermente aumentato a 0,50 nel 2013, ma resta ancora molto inferiore alla media mondiale di 0,70.

Dal 2000 al 2013 l’indice è ancora migliorato di circa l’1,40%

Cause economiche indirette

  • La vegetazione ed il clima dell’Africa Occidentale sono cambiati: dalle mangrovie del Delta del Niger alle foreste tropicali lungo la costa; dalle zone di savana o semidesertiche fino al deserto del Sahara
  • L’Africa Occidentale ha registrato importanti cambiamenti climatici: straripamenti di fiumi e siccità.
  • Conseguenze: le principali fonti di reddito (agricoltura ed allevamento) ne sono state colpite. Perdita di beni e fame per la mancanza di generi alimentari.
  • Migrazioni interne ed esodo verso le città o verso «nuovi orizzonti »

NUMERO DI CATASTROFI CLIMATICHE RILEVANTI IN AFRICA OCCIDENTALE DAL 1980 AL 2013

  • Forte incidenza di malattie endemiche: malaria, colera, tifo, tubercolosi, AIDS, ebola…

Nel 2007 circa 7 milioni di adulti (15-49 anni) in Africa Occidentale erano affetti da AIDS.

Il virus Ebola ha avuto delle conseguenze socio-economiche nefaste in Africa Occidentale.

  • Nel 2015 l’ebola ha causato una perdita di PIL rispetto alle previsioni dell’anno precedente nei 3 paesi maggiormente colpiti (Sierra Leone, Guinea e Liberia)

Una perdita globale di 1,4 miliardi di dollari a parità di potere d’acquisto, di cui 775 milioni per la Sierra Leone, 460 milioni per la Guinea e 165 milioni per la Liberia. L’equivalente ad una perdita di reddito per abitante di circa 130 $ per la Sierra Leone e di circa 40 $ per Guinea e Liberia.

  • Secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro circa il 69,7%; 49,5% e 71,4% dei lavoratori rispettivamente in costa d’Avorio, Liberia e Mali che lavorano nei settori non agricoli non hanno alcun contratto di lavoro.

Impieghi alquanto precari che garantiscono poca stabilità di reddito.

Questi impieghi sono spesso un trampolino per mettere insieme i fondi per ottenere un visto per i paesi occidentali o per pagarsi il viaggio clandestino verso l’Europa.

  • Ridotta speranza di vita (48 anni nel 2009), con un tasso elevato di mortalità infantile (95,8 per mille) et un tasso elevato di morbilità infantile (160,7 per mille).

Le zone rurali sono più toccate che le città, da cui la pressione migratoria verso le città e la sovrappopolazione urbana.

  • Una percentuale fra il 50% ed il 65% della popolazione dell’Africa Occidentale non ha accesso all’acqua potabile. Questa precarietà vitale è la principale causa dell’esodo rurale delle popolazioni ed una causa indiretta delle migrazioni
  • Più del 45% della popolazione adulta in Africa Occidentale è analfabeta contro il 39% dell’Africa sub-sahariana. Si tratta di candidati ideali all’emigrazione.
  • I diritti politici sono migliorati in Africa Occidentale (multipartitismo dal 1990), ma la stabilità politica è precaria e le libertà civili restano critiche.
    Persecuzione delle popolazioni e violazioni dei diritti civili.

Rivolte, colpi di stato, guerre civili, milizie armate, ecc.

  • Secondo un sondaggio Gallup World Poll del 2019 il 29% degli abitanti dell’Africa sub-sahariana vorrebbero emigrare per le ragioni seguenti:

Malcontento nei confronti dei servizi pubblici locali (60% dei casi)

Malcontento per il livello di vita (20% dei casi)

La maggior parte dei migranti trovano impieghi informali mal remunerati e finiscono per sprofondare nella povertà.

DIAGRAMMA DI VALUTAZIONE DEL GOVERNO IN RAPPORTO AI DIRITTI POLITICI, LE LIBERTA’ CIVILI E LA STABILITA’ POLITICA

Fonte: BAD (2010)

RIFUGIATI E PROFUGI IN AFRICA OCCIDENTALE A CAUSA DELLA GUERRA DELLA LIBERIA NEL 1994

Fonte: Simon-Lorière H. (2010)

 

APPORTI FINANZIARI ESTERI ALL’AFRICA, 2000-2015

Fonte: BAfD, OCDE & PNUD (2015)

 

AUMENTO DELLA POPOLAZIONE IN AFRICA, PER REGIONE

Fonte: DAES-ONU (2012)

  • Aumento di 910 milioni previsto dal 2010 al 205, di cui 830 milioni in Africa sub-sahariana
  • Nel 2015 circa 19 milioni di giovani in più sul mercato del lavoro dell’Africa sub-sahariana.
  • Nei prossimi 15 anni la popolazione sub-sahariana dovrebbe raggiungere i 370 milioni di abitanti.
  • Nello stesso periodo dovremmo avere 65 milioni di nuovi cercatori di lavoro ovvero in media di 4,3 milioni in più ogni anno.
  • Le tensioni non potranno che aumentare…

PROIEZIONI SULL’AUMENTO DI MANODOPERA IN AFRICA SUB-SAHARIANA, AFRICA DEL NORD, CINA, INDIA, EUROPA E STATI UNITI, 2010-2050

Fonte: DAES-ONU (2012)

Crescita/impiego/povertà

  • Forte dipendenza dagli aiuti esterni, i quali condizionano negativamente la situazione economica:

Disimpegno dello Stato nello sviluppo economico

Scarsi investimenti pubblici

Alto tasso di liberalizzazione dell’economia (troppo presto!)

  • Accordi economici e commerciali molto estesi:

Infragilimento delle strutture produttive nazionali.

Peggioramento dell’integrazione regionale

  • Deficit di competitività: fiscalità, inefficienze, poche infrastrutture
  • Scarsa diversificazione della produzione: solo agricoltura e risorse minerarie
  • Insufficienza/mancanza di investimenti produttivi: solo per il 10-12% del PIL negli anni 2010-2014
  • Tasso di diffusione delle banche molto ridotto: 12% nel 2014
  • Adeguare la formazione e l’educazione ai bisogni
  • Valorizzazione di una crescita inclusiva che metta in primo piano l’impiego locale
  • Favorire i progetti con importanti componenti di manodopera locale negli appalti pubblici

Possibili soluzioni

  • Rafforzare e proseguire la crescita economica, almeno del 7% per lottare contro la povertà
  • Contrattare per realizzare almeno una parte del lavoro di trasformazione localmente (ad esempio il Botswana con la produzione di diamanti)
  • Trovare delle nicchie di competitività e farle crescere (si veda il rapporto McKinsey, L’Afrique au travail: création d’emplois et croissance inclusive). Ad esempio in Marocco con la produzione di piccoli componenti automobilistici
  • Incoraggiare la regolarizzazione contrattuale dei rapporti di lavoro tramite dei programmi di finanziamento. Micro-credito, soluzione credibile ed innovatrice, ma solo per i piccoli imprenditori (in generale non contrattualizzati) che hanno fabbisogni finanziari limitati e che in genere il sistema bancario tradizionale non sostiene.
  • Favorire gli investimenti pubblici e privati, almeno del 25% del PIL, per lottare contro la povertà
  • Aumentare la competitività delle imprese locali, semplificando la fiscalità e riducendo le inefficienze
  • Adeguare la formazione professionale e l’educazione ai bisogni
  • Valorizzare la crescita inclusiva che sappia dare il giusto valore alla manodopera locale: favorire i progetti con una importante componente di manodopera locale negli appalti pubblici (come ad esempio ha fatto il Senegal)

Tratto e tradotto da:

https://www.researchgate.net/publication/303565498_Causes_Economiques_de_la_Migration_en_Afrique_de_l’Ouest

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *